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Villacidro, il paese delle streghe

Erano esseri profondamente malvagi e negativi, venivano chiamati 'is cogas'

In Sardegna, nel cagliaritano, tra sorgenti e fiumiciattoli che trovano nel Rio Leni il capofila, una natura intensamente verde ed aspra, con foreste e a seguire, salendo di altitudine, una vegetazione composta da arbusti, ginestre, timo ed elicriso; la fauna, invece, comprende ghiandaie e falchi. Caratteristici, in questo angolo di mondo incontaminato, la serie di strapiombi, gole e precipizi di grande impatto, e i monti dai profili arrotondati che si affacciano su panorami mozzafiato: è possibile ammirare il Gennargentu, il Campidano e il mare da S. Antioco fino ad Oristano. Una citazione, poi, la meritano le bellissime cascate con andamento stagionale - Linas, Muru Mannu, Piscin'Irgas... - e la Vallata di Castangias, da cui si origina il Rio Fluminera e che fu scelta come sito per l'insediamento dei primi colonizzatori della zona.

In questi luoghi, precisamente a 267 metri di altitudine ed incorniciato da una stupenda pineta, si trova il paesino di Villacidro. Raggiungibile percorrendo una stupenda strada panoramica, questo piccolo centro deriva dalla fusione di due località: 'Bixinau de susu' e 'Bixinau de bàsciu'. Il primo e più antico, collocato nella regione collinare, traeva sostentamento dall'allevamento delle capre, mentre il secondo, anche per la conformazione pianeggiante del suo territorio, trovava nell'agricoltura e nell'artigianato le sue attività principali.

Un centro storico ottimamente conservato, con le sue chiese, il palazzo del municipio e il lavatoio in perfetto stile liberty caratterizzano Villacidro, che si ricorda, però, anche per le sue tradizioni affascinanti e molto folkloristiche: non a caso, infatti, questa località è ribattezzata il 'paese delle streghe'! Gli abitanti raccontavano numerose vicende, parlavano dei delitti di cui si macchiavano e del terrore che incutevano nelle persone... Le streghe, o meglio - per dirla nel dialetto locale - 'is cogas', erano esseri profondamente malvagi e negativi, che potevano trasformarsi in oggetti oppure, recitando formule segretissime ed ungendosi le articolazioni con lardo sciolto sulla fiamma, in animali: gatti, mosche, serpenti, oppure cani, barbagianni... Sotto una gonna immancabilmente molto lunga nascondevano la coda, unico segnale che rivelava la loro natura.

Davanti al focolare, nelle fredde sere invernali, 'is cogas' erano le protagoniste assolute nelle storie e nei racconti; a far loro da contraltare, ecco san Sisinnio, che le aveva scacciate in diverse circostanze, salvando, ad esempio, un bambino dalle grinfie di una strega trasformata in serpente, oppure liberando un gruppo di amici dalla minaccia di cavalieri romani molto aggressivi e violenti. A san Sisinnio, poi, il merito di aver salvato i raccolti della località di Villascema - rinomatissima per le ciliegie, le pesche e le castagne - da una terribile invasione di cavallette. Molto famoso, ancora, il miracolo della trasformazione in ragno, che aveva visto Sisinnio divorare le streghe trasformate in mosche. Per ricordarlo si svolge ogni anno a Villacidro, durante la prima settimana di agosto, una festa a lui dedicata, che consiste in una sagra sacro-folkloristica sempre molto apprezzata e partecipata. Sembra che, durante i quattro giorni di festeggiamenti, non si veda volare una mosca... A san Sisinnio, infine, è dedicato il parco omonimo, posto sulla destra del Rio Leni, dove è stata edificata anche una chiesa.

La credenza popolare sulla presenza delle streghe lascia numerose tracce nei gesti di scongiuro e nelle varie prassi applicate dagli abitanti del paese, che ad esempio mettevano fuori dalla porta, allo scopo di scacciare il malocchio, dei treppiedi per il fuoco, detti 'trebini', con una seggiola, detta 'scannu', oppure una scopa, tutti rivolti verso l'alto. Per evitare che un neonato, invece, venendo alla luce, potesse trasformarsi in una strega, si posizionava il 'trebini' sotto il letto della partoriente, oppure si recitavano le 'brebus', ovvero le preghiere per esorcizzare le negatività...

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