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Un pentagramma musicale chiamato Vienna...

In stile liberty la Konzerthaus di Vienna, location ufficiale dell'Orchestra Sinfonica

Dal 1824 il caffè danzante del Volksgarten - dove Strauss si esibiva insieme alla sua orchestra, e dove attualmente si balla, sia nel giardino che in interni, su ritmi sudamericani, swing e rock - è uno dei locali storici di Vienna, capitale austriaca e capitale musicale. Che, oltre al succitato e leggendario locale, ha consacrato alla musica moltissime altre location di pregio: pensiamo, ad esempio, al Duomo di santo Stefano o al Liechtenstein Museum, in cui, tra i capolavori di Mantegna, Raffaello e Rubens, si svolgono apprezzati concerti domenicali. C'è, poi, lo storico teatro del Wiener Musikverein con la sua Sala d'Oro - uno degli spazi con la migliore acustica del mondo - splendida sede per il Capodanno dei Wiener Philharmoniker.

In stile liberty è invece la Konzerthaus di Vienna, location ufficiale dell'Orchestra Sinfonica; al suo interno, quattro sale fra cui spicca la 'Großer Saal', con una capacità di 1.840 spettatori. Dal 1913, anno della sua inaugurazione, la Konzerthaus ha cercato di valorizzare la tradizione e, contemporaneamente, promuovere le innovazioni, dando spazio alla classica come alla progressive.

Molto ricca la proposta dell'Opera di Stato di Vienna, tra opere e balletti che trovano il loro evento di punta nel Ballo dell'Opera: questo happening di inossidabile appeal calamita ogni anno cento coppie di giovani debuttanti ed elegantissimi. Nella Kammeroper, invece, vengono da sempre rappresentati pezzi rari e prime nazionali: opere buffe, opere barocche, musica da camera e teatro musicale contemporaneo si alternano nella cornice di questa struttura collocata nel centro storico cittadino.

Ultima citazione, fra le strutture, per la preferita dagli imperatori d'Asburgo: l'Orangerie di Schönbrunn, dalla densa atmosfera, e teatro di un episodio leggendario come la competizione fra Salieri e Mozart. Mozart... Salisburghese di nascita e classe 1756, il Divino Fanciullo è uno dei numerosi musicisti che il fato conduce a Vienna: è il 1780, infatti, quando questo precocissimo enfant prodige del pianoforte, dopo aver incantato con le sue performance il pubblico delle chiese e delle corti d'Europa, giunge nella capitale austriaca. Qui Wolfgang Amadeus si stabilisce, vivendo come un artista libero, tra momenti di inesauribile creatività e momenti di apatia, mal tollerando regole e canoni, non ricevendo in vita gli onori che gli darà il futuro. Particolarmente stimato dai suoi contemporanei è, invece, il succitato Antonio Salieri, compositore e maestro di cappella presso gli Asburgo, autore di pezzi sacri, lirici e classici. Tra i suoi allievi, personaggi del calibro di Liszt e Beethoven. Quest'ultimo, nativo di Bonn, vive a Vienna sia il periodo dorato della sua carriera concertistica, quando è adorato dal pubblico per le sue geniali improvvisazioni, sia quello della sopraggiunta sordità: in questa fase, conducendo vita privatissima, si dedica anima e corpo all'attività di composizione. La residenza viennese è l'unica clausola richiesta al grande di Bonn dai mecenati che gli commissionano le opere: Beethoven accetta, e così è a Vienna che firma capolavori immortali come le prime sette Sinfonie, le sonate 'Al chiaro di luna' e 'Appassionata'.

La capitale austriaca è scritta anche nel destino del cecoslovacco Leopold Anton Kozeluch - convocato come insegnante di musica per la arciduchessa Elisabetta e compositore di sinfonie, concerti per piano e trii per pianoforte, violino e violoncello - e del veneziano Antonio Vivaldi, violinista figlio di violinista, insolito sacerdote dalla chioma selvaggia e dalla straordinaria vena creativa.

Ultima citazione, infine, per un viennese doc che risponde al nome di Franz Schubert, entrato a far parte dei cantori reali dello 'Stadtkonvikt' a undici anni. Assiduo frequentatore di salotti e caffè, ed insegnante privato per allieve di rango come le contessine Maria e Carolina Esterhàzy, Schubert si dimette da incarichi impiegatizi e sceglie la strada della libertà artistica, travagliato da crisi depressive causate dagli insuccessi.

Decisamente folto il popolo degli artisti che hanno riempito Vienna di note, come numerose sono le formazioni protagoniste degli eventi musicali cittadini: in primis, il coro dei 'Piccoli Cantori di Vienna', fondato nel 1498 da Massimiliano I d'Asburgo per animare la messa domenicale. Famoso per la raffinatezza delle sue performance e per le collaborazioni con musicisti straordinari come Mozart, Salieri e Caldara, il coro annovera attualmente 100 cantori tra i 10 e i 14 anni, organizzati in quattro gruppi, ed anima ben 300 concerti ogni anno, proponendo un repertorio costituito da pezzi composti a partire dal Medio Evo fino ai nostri giorni.

Di più recente fondazione è, invece, l'Orchestra Mozart di Vienna, nata negli anni Ottanta per volontà di un gruppo di musicisti appartenenti alle migliori orchestre sinfoniche e di musica da camera della città, desiderosi di coltivare e valorizzare il filone mozartiano. I trenta componenti dell'orchestra si cimentano, quindi, esclusivamente nell'esecuzione di opere composte dal grande genio - sinfonie, concerti per strumenti solisti ed orchestra, duetti tratti dalle liriche più famose - esibendosi nelle sale a lui dedicate: la Sala dorata del Musikverein, il Wiener Konzerthaus, la Grande Sala delle Feste del Palazzo Imperiale...

Le performance dei Piccoli Cantori e dell'Orchestra Mozart si inseriscono all'interno di un fittissimo calendario di appuntamenti: consideriamo, infatti, che ogni sera in città circa 10.000 persone ascoltano musica classica live, nell'ambito di 15.000 diverse proposte annue. Tra i moltissimi appuntamenti a riscuotere una sempre positiva risposta di pubblico è, ad esempio, il 'Festival del Film Musicale in piazza del Municipio', che trasforma lo spazio urbanistico in un tempio della classica, e si arricchisce di volta in volta con proiezioni cinematografiche, degustazioni gastronomiche ed esibizioni di danza.

Nell'universo musicale viennese, inoltre, un posto di rilievo spetta alla danza, che trova nel valzer una delle sue punte di diamante - la tradizione di questo ballo a cui Strauss ha regalato fama internazionale viene mantenuta, in città, dalle numerose scuole di ballo. Tra gli appuntamenti dedicati alla leggiadria dei corpi in movimento citiamo 'ImPulsTanz', dedicato alla danza contemporanea, che vede la partecipazione degli esponenti internazionali d'avanguardia del genere. Tra le strutture, invece, una nota va al prestigioso Tanzquartier Wien, il primo centro nazionale dedicato alla danza contemporanea, dotato di polo multimediale pubblico con biblioteca, videoteca, galleria periodici e strumenti multimediali.

Se Vienna si configura come un centro nevralgico per la musica classica e per i suoi protagonisti, non è da meno per quanto riguarda i generi del contemporaneo: non mancano, infatti, eventi a base di jazz, pop e rock, che si svolgono all'interno di location esclusive come il Gasometro di Vienna e il castello di Schönbrunn. Quest'ultimo, che rappresenta uno dei principali monumenti nazionali austriaci e viene visitato da due milioni e mezzo di turisti ogni anno in visita per un weekend o un soggiorno più lungo nella capitale austriaca, comprende anche, tra fontane e statue, lo splendido parco e il più antico giardino zoologico del mondo.

Tra i molti locali particolarmente rinomati quelli che propongono serate a base di musica elettronica, ma anche i piccoli club che si animano con sonorità lounge o dj set, tenendo viva una tradizione - quella del cosiddetto 'sound viennese' - che, dagli anni Novanta, non perde il suo smalto. E che è il frutto della geniale creatività dei due ossannatissimi guru del mixer dj Kruder e dj Dorfmeister. Ultima citazione, tra le location storiche, per il 'Jazzland', vero e proprio tempio per questo genere musicale.

A Vienna non mancano, infine, le espressioni più nuove ed originali del nostro contemporaneo: pensiamo, ad esempio, alla 'The First Vienna Vegetable Orchestra', nata alla fine degli anni Novanta e formato da un gruppo di musicisti estremamente eterogenei per percorso artistico. I componenti di questa formazione si fabbricano autonomamente gli strumenti, utilizzando... radicchio, peperoni, melanzane, cetrioli, lattuga, patate e zucche! I vegetali vengono inizialmente manipolati in chiave ritmica e poi dotati di microfono; a fine concerto... zuppa vegetale per tutti!!!

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