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Tutela delle foreste, lo stato dell'arte

I polmoni della terra hanno bisogno di aiuto. Troppi abbattimenti negli utlimi anni.

Il 2011 è, come da proclamazione ONU, l'anno internazionale delle foreste, preziosissimi ecosistemi e paladine della biodiversità e della stabilità climatica. Componente essenziale dello sviluppo sostenibile globale, le foreste occupano, stando agli ultimi dati forniti dal Global Forest Resource Assestament 2010, quasi quattro miliardi di ettari di superficie, pari al 31% circa di tutte le terre emerse, e sono particolarmente concentrate in Paesi come l'Australia, il Canada, il Brasile.

Purtroppo, questi polmoni del pianeta sono interessati da un gravissimo e progressivo impoverimento, che nel decennio 2000-2010 si è particolarmente acutizzato in Africa e Sudamerica. La creazione indiscriminata di insediamenti umani, la conversione delle regioni forestali in aree agricole e zootecniche, e tutte quelle pratiche non sostenibili di sfruttamento del legname, che vanno sotto il nome di illegal logging, sono le principali cause di una deforestazione dalla troppo rilevante entità: consideriamo, infatti, che ogni anno si perdono, nel mondo, circa 13 milioni di ettari di foreste, ovvero 350 kmq giornalieri, oppure che in Indonesia il patrimonio forestale si è letteralmente dimezzato... Preoccupanti anche i numeri che raccontano la situazione dell'Unione europea, dove le specie viventi delle foreste si stanno estinguendo con un ritmo 1000 volte superiore a quello naturale e dove il 25% è a rischio estinzione.

In considerazione della criticità relativa allo stato di conservazione dei vari ecosistemi e della biodiversità, l'Unione europea ha presentato in data 3 maggio una strategia articolata su diversi fronti, con obiettivi da attuarsi fino al 2020: rispettare la normativa finalizzata alla tutela delle riserve naturali; migliorare gli ecosistemi; tutelare il patrimonio ittico; contenere la crescita delle specie invasive; incrementare le azioni volte ad arrestare la perdita di biodiversità; gestire in maniera sostenibile le aree forestali, anche considerandone il significativo impatto economico sulla vita dei cittadini. Zoomando su questo ultimo punto citiamo, tra le misure più urgenti, la riduzione dell'illegal logging, che, oltre a danneggiare gli ecosistemi forestali e le comunità fondate su di essi, comporta una perdita economica pari a circa 15 miliardi di dollari annui, di cui 5 derivanti dalla mancata dichiarazione fiscale. Il legname acquistato dall'Unione risulta essere illegale per circa il 16-19%, con un picco del 23% relativo ai semilavorati come mobili, compensato e pasta di cellulosa. Per fronteggiare questo fenomeno l'Europa ha recentemente siglato accordi per la regolamentazione delle forniture di legname con alcuni Paesi africani come Ghana, Camerun e Congo, ed ha inoltre firmato una trattativa anche con l'Indonesia, stabilendo come commerciabile soltanto il legname provvisto di certificazione. L'Unione è inoltre attivamente impegnata nella promozione, presso gli Stati membri, di politiche ed azioni di verifica della provenienza di carta e legname, ed incentiva la cultura della tracciabilità del legname presso le imprese.

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