Ricalcolo preventivo
Chiama gratis per info e acquisto: 800.408.804 Lun-Ven 08:30 - 20:00, Sab 08:30 - 14:00

Tutela delle acque: lo scenario attuale

Il raggiungimento di un buono stato ecologico è previsto per il 2015

Le pagine di una delle ultime edizioni 2010 della rivista "Nature" riportano i risultati di una ricerca realizzata da Charles Vorosmarty della City University di New York relativamente ai fattori di rischio, su scala mondiale, per le risorse idriche, sia per la loro biodiversità che per il mantenimento del loro equilibrio. L'analisi mette in evidenza la presenza di 23 differenti fattori di stress per le acque, sottolineando come circa l'80% della popolazione globale viva in aree ad alto coefficiente di rischio per la sicurezza di approvvigionamento idrico e come il 65% dei fiumi mondiali - soprattutto in India, Europa, Stati Uniti, Medio Oriente, Sud est asiatico - sia in condizioni di pericolo di varia entità.

La World Water Day, istituita dalle Nazioni Unite nei primissimi anni Novanta, volta alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica relativamente alla sostenibilità degli habitat acquatici, così come l'IHP International Hydrological Programme dell'UNESCO, finalizzato alla promozione di una gestione idrica efficiente ed eco-sostenibile, sono due tra le azioni dedicate alla salvaguardia del bene acqua, non disponibile per oltre un miliardo di persone costrette a vivere in condizioni di carenza idrica cronicizzata, eppure assolutamente necessario. Nello specifico, l'acqua dei fiumi risulta essere fondamentale per il mantenimento dell'ecosistema terrestre, per la tutela dei microrganismi e per la vita umana in genere. Troppo spesso sfruttati in maniera selvaggia dall'agricoltura intensiva, che invade le sponde fluviali - purtroppo anche a causa della non chiarezza della normativa relativa - riducendo l'attività depurativa del fiume, e poi inquinati da scarichi industriali e dalla presenza di rifiuti pericolosi come eternit e amianto, e deturpati anche da interventi di canalizzazione che ne alterano la portata e la unicità paesaggistica, i fiumi della nostra nazione necessitano di importanti interventi di tutela: è quanto emerso dalla recente indagine "Liberate i fiumi", effettuata da un team di 600 volontari del WWF su circa 30 corsi d'acqua tra cui l'Adda, il Piave, il Volturno ed il Tevere, secondo una suddivisione del territorio nazionale in distretti idrografici. Molto pochi, capeggiati dal Tagliamento, risultano essere i corsi d'acqua che vantano condizioni ottimali; la maggior parte è oggetto di prelievi sconsiderati, causa dell'incremento degli eventi alluvionali, e devastato nella propria biodiversità: praticamente estinti sono lo storione, lo storione ladano e la lampreda di fiume, ma a rischio sono anche l'anguilla, la tinca, il luccio.

Lo scenario complessivo, dunque, risulta essere molto lontano dagli obiettivi fissati nella Direttiva Quadro dell'Unione europea 2000/60, che prescrive il raggiungimento del "buono stato ecologico" di laghi, fiumi, corsi d'acqua e zone umide entro il 2015. L'Unione europea ha inoltre rifiutato all'Italia, nell'ottobre 2010, la richiesta di deroga per i limiti di potabilità: la nostra nazione mirava ad ottenere un innalzamento dei limiti consentiti per la concentrazione di arsenico nelle acque ad uso alimentare, visto che per ben 128 comuni i livelli arrivano fino a 50 microgrammi/litro, contro i 10 ammessi.

La nostra nazione ha mosso i primi passi in ambito tutela delle acque con la legge Merli 319/76, volta alla salvaguardia dei corpi idrici superficiali tramite il disciplinamento degli scarichi, e con la legge 183/89, focalizzata sulla difesa del suolo e sul risanamento idrico. A seguire, la legge 36/94 Galli istituisce il servizio idrico integrato ed introduce norme relative all'impatto ambientale, mentre il decreto 152/99, utilizzando come parametro valutativo le condizioni delle comunità di macroinvertebrati acquatici, stabilisce le caratteristiche dello Stato Ecologico dei Corsi d'Acqua. Attualmente, l'Italia è impegnata in azioni di adeguamento ai parametri europei sia attraverso interventi nazionali che regionali, i quali vengono predisposti in base alla geomorfologia dei territori e alla quantità di precipitazioni.

› Leggi gli altri articoli
› Iscriviti alla Newsletter