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Sardegna del sud, nel cuore del mare Nostrum

Là dove l’estete arriva in anticipo e le spiagge si trovano nel cuore del Mare Nostrum

Dopo l’inverno la voglia di sole e mare è incontenibile. E allora dove andare a procacciarsi un’invidiabile tintarella già in un week-end di primavera? Nella Sardegna del sud, là dove l’estete arriva in anticipo e le spiagge si trovano nel cuore del Mare Nostrum, alla stessa latitudine delle coste calabresi.

Cala Cipolla

È considerata una delle dieci strade più scenografiche d’Italia e chi può percorrerla in moto riesce davvero ad apprezzarla al massimo. Costeggia calette solitarie, dune di sabbia rosa, isole e scogliere. È la statale 195, quaranta chilometri di paradiso lungo la costa a sud ovest, da Cagliari a Teulada. Comincia quasi all’improvviso con la lunga barriera verde delle pinete sul litorale di Pula e prosegue verso Chia. E bastano brevi deviazioni per raggiungere il mare. Ogni traversa porta a una baia diversa: sa Colonia, Porto Campana, su giudeu, Cala Cipolla. Una fila di lunghe spiagge e appartate calette. Un paio di curve oltre la spiaggia di Tuerredda si apre la profonda insenatura di Capo Malfatano. Mettete maschera e boccaglio a portata di mano per tuffarvi a vedere i blocchi sagomati della più grande struttura portuale dell’antico Mediterraneo con una capacità d’ormeggio per 400 navi. Forse è il porto di melqart, l’Ercole dei Cartaginesi, indicato anche sulle mappe di Tolomeo.

Arborea

Si tratta di un piccolo gioiello dell’architettura razionalista. Da visitare a piedi partendo dalla piazza principale, quella con la chiesa neoromanica del Cristo Redentore. Da lì si prosegue verso le case del Fascio e del Balilla, dopodiché ci si ferma alla Villa del Presidente immersa in un bellissimo parco. In bicicletta si può raggiungere l’edificio dell’idrovora di Sassu, nello splendido ambiente naturale dello stagno di s’Ena Arrubia, paradiso del birdwatching. E non finisce qui: si può girare l’intera zona prendendo un cavallo in uno dei centri equestri dell’isola.

San Sperate

Muri di fango e paglia imbiancati di calce, trasformati in tavolozze dove mescolare l’entusiasmo di artisti che arrivano da ogni angolo del mondo. L’idea di Pinuccio Sciola nel 1968 era realizzare una sinergia fra la tradizione contadina del suo paese, San Sperate, e i fermenti che in quegli anni scuotevano il panorama artistico internazionale. Ci è riuscito e il risultato è lì da vedere: basta farsi un giro per il borgo all’inizio della grande pianura del campidano e a pochi chilometri dalle spiagge del golfo di Cagliari. Centinaia di opere di stili e generi decorano vicoli e strade: murales, sculture, installazioni, gigantografie e fiumi di asfalto colorato.

Montevecchio

Meraviglie di archeologia industriale, sparse per chilometri dall’entroterra fino al mare: villaggi spopolati come nel far west, palazzine liberty in rovina, laverie ed edifici minerari devastati, macchinari e strutture corrosi dalla ruggine, vecchie rotaie che svaniscono sotto la sabbia. Dopo la chiusura delle miniere, l’area è diventata parte del Parco geominerario della Sardegna. Oggi, le strutture minerarie più importanti sono state recuperate: il palazzo della direzione di Montevecchio, del 1877, completamente restaurato, con affreschi e arredi d’epoca; il cantiere di Piccalinna dove sono conservati i macchinari usati per un secolo; il cantiere gal con un’area espositiva dedicata al lavoro in miniera. La costa che da Capo Frasca arriva a Capo Pecora è un vero deserto che ondeggia e collega spiagge solitarie.

In collaborazione con TuristiPerCaso

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