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La ricchezza culturale di Ginevra, fra passato e presente

Decisamente eterogenea e vasta la gamma di strutture e spazi che la bella Genève dedica alla cultura

A pochi passi dal confine con la Francia, tra le montagne e il corso del Rodano, l'universo incredibilmente vivo di Ginevra, popolosa città svizzera che vanta un'ottima qualità della vita e rappresenta la meta ideale per un weekend in Svizzera. Il 'Jet d'eau' l'emblema di questa ville elegante, che ospita istituzioni di rilevanza mondiale - l'Organizzazione Mondiale del Commercio, le Nazioni Unite, la Croce Rossa... - e che si configura come la patria di tutti i linguaggi artistico-culturali. Che, per esprimersi, trovano occasione nell'ambito dei numerosissimi festival, rassegne e manifestazioni del calendario ginevrino: pensiamo, ad esempio, al 'Festival Arbres et Lumières' e alle sue mille installazioni luminose posizionate sugli alberi, alla 'Nuit del Bains', in cui le gallerie e i musei appartenenti al quartiere omonimo presentano le loro esposizioni, o, ancora, al 'Festival Voix de Fete', chiaro omaggio alla nuova canzone francese. Anima musicale anche per il 'Festival Archipel' - interessante concentrato di coreografie, installazioni sonore e spettacoli video rappresentativi dei nuovi linguaggi della contemporaneità - e per il 'Festival Electron', a base di sonorità elettroniche, ma anche per il certamente caliente 'Festival Intenational de Flamenco'... Scegliamo qualche altro appuntamento all'interno del nutrito programma ginevrino: citiamo il 'Salon International du livre, de la presse et du multimédia', o la 'Journée Mondiale de la Poesie'. Dedicati al fascino delle proiezioni en plein air, invece, il 'Festival Orangecinéma, Ciné Lac' e 'Sept et une nuite flottantes' - nello specifico, quest'ultimo si svolge su un battello. I molti happening che si susseguono senza soluzione di continuità testimoniano l'intensità della vita culturale di questo regno del cioccolato chiamato Ginevra, al traino - soprattutto da dieci anni a questa parte - delle istituzioni votate alla celebrazione e diffusione della produzione artistica del nostro tempo, come il 'Centre pour l'Image Contemporain'.

Decisamente eterogenea e vasta la gamma di strutture e spazi che la bella Genève dedica alla cultura: dalle biblioteche ai laboratori di restauro, dai conservatori ai teatri - location per le celebri esibizioni di compagnie teatrali cult, tra cui il balletto del Grand Theatre - fino ai musei e biblioteche, vanto assoluto per questa città musicale e filosofica.

Tra le molte case della cultura citiamo, in primis, il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea, meglio conosciuto semplicemente come MAMCO, che esiste dalla metà degli anni Novanta, e che dalla metà degli anni Novanta è rimasto fedele al suo stile impattante. Artisti svizzeri ed internazionali espongono le proprie creazioni nelle sale di questo museo collocato all'interno di una ex-fabbrica detta BAC - Batiment d'Art Contemporaine. Novità è la parola d'ordine del MAMCO, 'officina d'arte' - come lo definisce il suo direttore - che cambia pelle tre volte l'anno, ripensandosi e ricreandosi totalmente nei diversi interni.

4.000 metri quadrati di superficie per 70 ambienti e ben 2.500 pezzi esposti: questi i numeri di un museo costantemente in divenire, che vede nascere il suo patrimonio direttamente in loco - gli artisti, infatti, creano opere site specific, creando all'interno degli spazi ed intervenendo direttamente sulla loro configurazione. Nel caso di creazione degli ambienti postuma rispetto all'autore delle opere in essi presenti si provvede, con grande cura dei particolari, ad operare scelte e creare soluzioni in linea con lo stile dell'artista.

Passiamo a parlare, ora, di un'altra istituzione fra le strutture museali ginevrine: il Musée international de la Réforme, che ripercorre la storia del movimento religioso a partire dalle origini calviniane, raccontandolo esponendo una serie di materiali. Manoscritti, tavole, incisioni su legno, ma anche strumenti audiovisivi ed oggetti inediti raccontano la fortissima liaison tra Ginevra e la Riforma - il tutto avvalendosi dei più innovativi dispositivi di tutela e conservazione del patrimonio. Un patrimonio che, nello spacifico, comprende anche pezzi rari di grandissimo valore, frutto di donazioni private, come la prestigiosa collezione di manoscritti.

Simbolica, inoltre, la struttura che ospita il museo: si tratta, infatti, della emblematica Maison Maillet, edificio settecentesco realizzato sulle fondamenta del chiostro di san Pietro nonché location storica - proprio all'interno dei suoi ambienti, infatti, nella primavera del 1536, gli abitanti di Genève decisero di accogliere le istanze riformistiche. Collegata (tramite passaggio sotterraneo) alla Cattedrale di Saint Pierre, la Maison custodisce questa narrazione artistico-religiosa che riesce nel difficile obiettivo di rappresentare il movimento riformistico. Dal punto di vista della tipologia, infatti, i materiali presenti annoverano documenti cartacei, tavole essenziali e creazioni nella maggior parte musicali - in perfetto stile riformistico, che non amava l'arte figurativa - per cui non è certamente impresa semplice rappresentare efficacemente la storia del movimento all'interno di una struttura come quella di un museo, che propone una fruizione principalmente visiva.

Unico nel suo genere, ancora, è l'International Red Cross & Red Crescent Museum, inaugurato alla fine degli anni Ottanta e strutturalmente contiguo al Palazzo delle Nazioni Unite. Tecnologie e dispositivi d'avanguardia in questo museo dedicato ad una eccellenza in fatto di assistenza e tutela dei feriti e delle vittime di guerra come la Croce Rossa, prima organizzazione umanitaria mondiale.

Foto, pellicole cinematografiche, oggetti e testi sono assemblati in montaggi audiovisivi e tramite terminali informatici, e la scenografia allestita risulta particolarmente originale: pensiamo, ad esempio, allo spazio multimediale Café Dunant, che ci fa scoprire il movimento in maniera interattivo-ludica. Oltre alle numerose mostre temporanee che si avvicendano, il museo propone l'allestimento permanente, che espone documenti scritti, un diaporama che riproduce i fatti relativi alla battaglia di Solferino, al suo incredibile numero di vittime - 400.000, tra morti e feriti - e al pronto intervento di Dunant, articolato sul doppio binario della mobilitazione sociale e dell'organizzazione di interventi di primo soccorso. La mostra, ancora, espone lo storico testo esaustivo di tutti i principi internazionali che verranno messi a base del movimento, e si focalizza, in particolare, sia sul periodo storico compreso tra i due conflitti mondiali che sull'attuale stato dell'arte, con una serie di news disponibili.

Chiudiamo in bellezza, infine, citando il Museo d'Arte e di Storia, arrivato a festeggiare il suo centenario: dimensioni maxi per questa struttura articolata in tre aree: archeologia, arti applicate ed arti figurative. La prima sezione comprende una serie di reperti preistorici: dell'antico Egitto, del Sudan, del Vicino Oriente, e poi preellenici e greci, di Roma, numismatici... L'area dedicata alle arti applicate, invece, espone una vasta serie di ceramiche, vetro, orologeria, maglieria, bigiotteria, miniature. Le arti figurative, infine, sono più che degnamente rappresentate da opere dell'arte nazionale ed occidentale, realizzate dal Rinascimento fino alla contemporaneità; in particolare, tra le creazioni delle scuole italiana, olandese, francese, inglese, ginevrina e svizzera in genere, troviamo anche dei veri cheuf d'oeuvre firmati da geni del calibro di Renoir, Rodin e Van Gogh. 7.000, in totale, i pezzi generalmente esposti nel museo in via permanente, ai quali si sommano le opere presenti all'interno delle esposizioni temporanee.

Cifra identificativa del Museo d'Arte e di Storia, infine, il suo alto tasso di eventi ed iniziative: incontri, pubblicazioni, appuntamenti, feste con la partecipazione di esponenti del mondo della danza e del teatro, guide tematiche... Tra le molte opportunità in programma nel 2010 segnaliamo, in particolare, le 'Dimanches Littéraires', nell'ambito delle quali scrittori contemporanei parlano del rapporto con gli altri linguaggi, condividono le emozioni del percorso artistico e raccontano il loro particolare universo estetico. Ancora, questo grande polo museale propone 'Le Midis du Musée', offrendo la possibilità di visitare i laboratori ed ascoltare gli impiegati che illustrano le loro ricerche e gli apparecchi che utilizzano per effettuare analisi.

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