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Raccolta differenziata in Italia: a che punto siamo

Cassonetti blu e bianchi: il nostro Paese li utilizza maggiormente al Nord.

Il 29 ottobre 2010 è fissata la chiusura dei termini per iscriversi alla European Week for Waste Reduction - Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2010, che si svolgerà dal 20 al 28 novembre in Portogallo, Gran Bretagna, Svezia, Belgio, Francia, Estonia ed Italia. Obiettivi il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati in azioni di sensibilizzazione rivolte a pubbliche amministrazioni ed enti locali, associazioni, produttori, industria e mondo delle imprese, e focalizzate sul tema del riciclaggio dei rifiuti: si parlerà, nello specifico, di produzione eco-compatibile, consumo responsabile, longevità del prodotto e - ovviamente - raccolta differenziata. Quest'ultima, diminuendo il tasso di emissioni nocive nell'atmosfera e consentendo di produrre una serie di oggetti utilizzando i materiali di scarto - automobili dall'acciaio, piumoni e trapunte da bottiglie di plastica, biciclette dall'alluminio - risulta essere una delle azioni chiave per gestire la problematica dei rifiuti.

Cassonetti blu e bianchi: il nostro Paese li utilizza maggiormente al Nord, dove la raccolta differenziata rappresenta il 50% dei rifiuti urbani, superando questo rapporto in ben 19 province, mentre nelle discariche del Sud è convogliato un significativo 75% del totale. Questo macrotrend è confermato dal Rapporto 2010 di Legambiente sui Comuni Ricicloni, che registra nelle regioni del Nord Est - Veneto e Trentino in testa - il miglior smaltimento, assegnando la targa di vincitore assoluto al piccolo centro bellunese di Ponte nelle Alpi. Risultati inferiori al centro, dove si distinguono, comunque, i comuni del Lazio al di sotto dei 10.000 abitanti ed, imprevedibilmente, la Campania: tra mille contraddizioni e difficoltà, infatti, la regione registra i più alti indici di miglioramento e vede salire a 44, grazie alle new entry Venticano e Sassinoro, la lista dei suoi 'Comuni virtuosi'.

Nell'ambito dell'obiettivo comune, entro il 2012, di ottenere un tasso di riciclo dei rifiuti totali pari al 65%, le diverse città italiane attuano piani personalizzati per gestire le criticità e specificità della propria realtà urbana: Roma, ad esempio, sta estendendo il modello misto per la raccolta - prevedendo appositi cassonetti per la differenziata e postazioni di raccolta allestite secondo un calendario stabilito per la frazione umida e l'organico - ed incrementando le attrezzature: sono in arrivo, infatti, oltre 8.000 nuovi cassonetti per la raccolta differenziata, di cui 4.000 blu multimateriale e 4.000 bianchi per la carta.

Asti, invece, rilevando un eccessivo tasso di impurità nei materiali raccolti all'interno dei cassonetti bianchi, ha disposto un ampliamento del porta a porta, al fine di contenere l'aumento dei costi: le impurità superiori al 25%, infatti, causano il respingimento dei rifiuti di filiera, facendo così lievitare gli importi di spesa necessaria per lo smaltimento. Miglioramento qualitativo della raccolta auspicato anche ad Alessandria: per favorire l'inserimento di sacchetti di piccole dimensioni e contenenti materiali ben selezionati, questo centro piemontese ha apportato modifiche strutturali ai cassonetti, riducendo l'ampiezza delle feritoie.

Tra i comuni, invece, citiamo Levanto, dove è stato attivato un servizio di porta a porta giornaliero per le utenze domestiche (mentre per quelle commerciali è prevista esclusivamente l'opzione stradale), che ad Alba Adriatica ha contribuito a far raddoppiare i dati medi di raccolta, passati dal 25 al 55% del totale.

Efficienza ottimale, poi, a Castiglione della Pescaia, nel grossetano, in particolare per la raccolta di carta, cartone e cartoncino, e rivisitazione in chiave green di alcune figure professionali, come ad esempio l''operatore turistico esperto di ambiente'.

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