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Rabat: monumenti, cultura, fascino...

Tracce di passato ed elementi del contemporaneo si mescolano, tra contrasti ed armonie, creando la suggestione di Rabat

Rabat, splendido gioiello marocchino collocato sulla sponda sinistra del fiume Bouregreg, tra Casablanca e Tangeri.

Al califfo 'Abd al-Mù'min, capostipite della dinastia musulmana degli Almohadi e leader del movimento di rinnovamento religioso istituito dal mahdi berbero Ibn Tumart, va il merito di aver fondato, nel 1150, Rabat, disponendo che fossero realizzate la cittadella, una moschea e una residenza. La denominazione originaria della città, ovvero Rib?t al-Fath (e cioè: 'Ribat della Vittoria'), si compone di un primo termine, riferito alla fortezza dove confluivano i soldati diretti in Andalusia, a cui si aggiunge il complemento benaugurante. Tra le fasi salienti della storia di Rabat, il XII secolo - periodo in cui la città marocchina tocca uno dei suoi picchi di splendore e si arricchisce di magnifiche architetture - e il XVI, durante il quale si verifica un massiccio afflusso di musulmani cacciati dalla Spagna cristiana, e il progresso cittadino conosce un significativo incremento.

Caratterizzata da un clima insolitamente dolce - soprattutto nelle stagioni primaverile ed autunnale, consigliate per un viaggio in Marocco - rispetto alle altre località del Paese, Rabat è immersa in un'atmosfera tranquilla e distesa, senza perdere in vitalità e dinamismo, particolarmente in ambito culturale. Tra i numerosi eventi ed appuntamenti in calendario citiamo, innanzitutto, il 'Festival internazionale del cinema d'autore', e a seguire due apprezzatissimi rendez-vous musicali: il 'Festival des cordes pincées', che vuole valorizzare la grazia degli strumenti a corde, e il 'Festival Mawazine', a base di sonorità provenienti da tutto il mondo.

Ricca e fiorente, poi, la natura cittadina, che offre il meglio di sé nei Giardini di Sidi Bouknadel, e decisamente suggestivo il lungomare, nuovo di zecca e che, partendo da Bab Al Bahr, conduce al porto turistico dove trovano approdo circa 350 imbarcazioni.

Numerose sono, inoltre, le architetture di Rabat, di notevole pregio dal punto di vista artistico e di grande valore storico: sulle facciate degli edifici, infatti, l'antichità ha indelebilmente impresso la propria immagine... Cifra identificativa dei monumenti della città è senza dubbio l'imponenza: mura, porte e minareti, infatti, rimandano un'idea di grandiosità. Che caratterizza profondamente anche la famosissima Tour Hassan, ovvero il minareto incompiuto della moschea fatta realizzare da Yacoub al-Mansour come simbolo di potenza. Posta accanto al fiume cittadino ed agevolmente raggiungibile percorrendo Avenue Moulay Hassan, la torre si ispira chiaramente alla Koutoubia di Marrakech e alla Giralda di Siviglia. Ogni mattina, davanti ai suoi resti, si svolge la cerimonia del cambio della guardia, nella medesima location in cui, durante le più importanti ricorrenze religiose, vengono sparati colpi di cannone. à coté della Tour Hassan, il Mausoleo di Mohammed V, realizzato dagli artigiani della città secondo i dettami dello stile marocchino. Ricche decorazioni e mosaici stupendi caratterizzano questo mausoleo che, in uno degli ambienti sotterranei, custodisce le tombe dei sovrani.

Posta su un promontorio che ammira le acque dell'Atlantico, ecco, poi, la Kasbah des Oudaias, sede per il museo di arti tradizionali e per i giardini andalusi, di matrice francese, e realizzata allo scopo di ospitare truppe di soldati in partenza alla volta dell'Andalusia da conquistare. Spettacolare la porta della kasbah, come spettacolare è la più antica moschea della città, El Atiqa, risalente al 1150.

Una vera e propria meraviglia sono, poi, le mastodontiche mura, realizzate dagli Almohadi nei lati sud ed ovest di Rabat. Una lunghezza totale di cinque chilometri, uno spessore di oltre due metri e un'altezza media di oltre otto metri caratterizzano questa cinta protettiva che vegliava su un'area di ben 120 ettari. Se nel lato meridionale si trovava l'unica porta di Bâb Zaër, lungo il lato occidentale si aprivano invece ben quattro porte: Bâb el Alou, Bâb el Had, Bâb Zaër e Bâb er-Rouah. Quest'ultima meraviglia in pietra si distingue, in particolare, per le sue ricche decorazioni e per il motivo curvo ripreso da archi esterni, con fregi caratterizzati da iscrizioni cufiche. Oggetto di ricostruzioni successive, la muraglia viene integrata con l'aggiunta di una nuova sezione che parte da Bâb el Had e funge da collegamento tra la struttura preesistente e la scogliera che domina il Bou Regreg.

In incipit di XIX secolo, inoltre, viene eretto un ulteriore bastione esterno della lunghezza totale di 4300 metri, che costituisce l'appendice della originaria muraglia realizzata dagli Almohadi, e caratterizzato dalla presenza di quattro porte: Bâb el Qebibât, Bâb Témara, Bâb Marrakech et Bâb el Msalla. Qui si trova collocato il giardino di arance famose ed esportate in tutto il Vecchio Continente. Le mastodontiche mura di Rabat, infine, fungevano da location per i mercati settimanali, tra cui quelli di Souq el Had. Restando in tema, dedichiamo uno spazio alla Medina, specchio delle originarie tradizioni cittadine, ed uno degli indiscutibili centri della città, in perfetto stile arabo, abbracciato da ampi viali ed aree verdi. Se Rue Souika, coi suoi negozi di alimentari e di spezie, è una delle vie più caratteristiche della Medina, certamente la più importante, e prossima alla Grande Moschea, è Rue de Consuls, cosiddetta per la presenza dei rappresentanti di nazioni estere. Sede della tradizionale vendita di tappeti del lunedì e giovedì mattina, questa via è disseminata di ambienti in cui gli artigiani esercitano la propria arte davanti agli occhi dei passanti. Nel Souq as-Sebbat catalizzano immediatamente l'attenzione le botteghe degli orefici, ma risultano molto belli anche il mercatino delle pulci, i negozi artigianali di pelli e oggetti in rame, i manufatti degli ottonai; da mangiare, infine, si può scegliere tra dolci e spiedini. In vendita sulle bancarelle, oltre alle creazioni artigianali, si possono trovare anche prodotti di importazione occidentale, tra cui elettrodomestici.

Altro affascinante vanto di Rabat è la Necropoli di Chellah, posta su un antichissimo insediamento di epoca romana a sua volta collocato su un preesistente sito cartaginese. Uno stagno sacro e numerosissime cicogne rendono particolarmente suggestivo questo luogo immerso in una profondissima pace, e testimone delle gesta dei sovrani merindi. Le rovine di un arco di trionfo, del foro, delle terme e di negozi eterogenei, e poi le rovine delle tombe a cupola e di una moschea con il suo immancabile minareto: questi i molti reperti che è possibile ammirare in compagnia delle cicogne...

Oltre che con i suoi stupendi monumenti, Rabat ci racconta la sua storia e il suo patrimonio culturale per mezzo delle sue strutture: ad esempio, il Museo archeologico, che offre uno spaccato non soltanto della storia cittadina, ma di quella nazionale. Tra i pezzi in esposizione nelle sue sale citiamo i moltissimi manufatti antichi e i reperti romani custoditi nella Salle des Bronzes.

Il Museo degli Oudayas, che varrebbe la pena visitare anche per ammirare soltanto lo splendore dei suoi giardini, espone pezzi di artigianato marocchino e reperti provenienti da vari siti archeologici nazionali, soprattutto Volubilis e Lixus. Numerose sono, poi, le gallerie d'arte, e la loro particolarità sta nella collocazione: sono situate, infatti, alle porte di ingresso dei monumenti, ad esempio alla porta della kasbah o a quella di Bab Rouah, ovvero la 'porta dei venti', ricchissima di decorazioni.

Impossibile ripartire da questa città affascinante senza aver acquistato un oggetto tipico, scegliendo tra i classici tappeti in lana rasata, preferibilmente di colore rosso e con al centro un medaglione a forma di losanga, o i manufatti realizzati utilizzando l'argilla delle cave locali, o, ancora, gli oggetti in vimini.

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