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Quando viaggiare fa male

Tecnicamente si chiama chinetosi, più semplicemente mal d'auto: ecco come difendersi dai fastidi più comuni.

Partenza per le vacanze. Entusiasmo, gioia e una sola preoccupazione: il mal d'auto o chinetosi. Soprattutto quando si devono affrontare in auto strade di montagna, tornanti o semplicemente una traiettoria non uniforme, molte persone soffrono di malesseri fastidiosi che rendono ogni trasferta un piccolo incubo. Un problema che colpisce anche i bambini e che si manifesta con sintomi quali cefalea, nausea, vomito, vertigini e sudorazione eccessiva.
A provocare queste reazioni sono i movimenti aritmici che vengono avvertiti dagli occhi e da tutte le strutture nervose del labirinto vestibolare che si trovano nell'orecchio, incapace di adattarsi ai movimenti e a nuovi equilibri in tempi brevi. Il disturbo è particolarmente frequente nei bambini in età scolare a causa di una ipersensibilità del centro dell'equilibrio, situato nell'orecchio interno che porta a soffrire non soltanto di mal d'auto, ma anche di mal di mare, treno o aereo. Quando si vola una soluzione può essere la scelta di un posto vicino al finestrino. Se il bambino è particolarmente piccolo, inoltre, non riesce a spiegare i fastidi che prova, ma i familiari possono comunque accorgersi di questo problema da alcune reazioni: i piccoli diventano pallidi, si agitano, piangono, non mangiano. Nella maggioranza dei casi si tratta di un fenomeno passeggero, che scompare con la crescita.

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A qualunque età ci sono dei piccoli trucchi per evitare questi fastidi:

  • è bene partire dopo un pasto leggero, meglio se a base di carboidrati (è consigliabile avere a portata di mano biscotti, cracker o grissini) e acqua naturale, evitando bevande frizzanti;
  • stare in posizione seduta, senza agitarsi troppo ed evitando di leggere, guardare cartine o schermi luminosi;
  • assicurarsi di avere nell'abitacolo aria fresca, evitando caldo, aria viziata, fumo o emanatori di profumo che tendono a sottrarre ossigeno;
  • soprattutto per i bambini, distrarsi: cantare, parlare, rivolgere l'attenzione a qualcos'altro che non sia, appunto, il mal d'auto.

Nei casi più gravi esistono anche dei rimedi farmaceutici, in particolare i farmaci anti-chinetosici che però possono causare sonnolenza (e quindi non vanno assunti se si pensa di guidare). Per chi preferisce l'omeopatia ci sono dei granuli da sciogliere sotto la lingua, indicati soprattutto per i più piccoli, o degli speciali bracciali da polso.

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