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Non sbagliate treno... di gomme

Ogni stagione vuole il suo pneumatico: per motivi di sicurezza e di risparmio è bene procedere il prima possibile al cambio invernale/estivo. Sembra scontato ma in molti fanno finta di niente...

"Il giorno di San Cataldo (10 maggio), sparisce il freddo e arriva il caldo", recita un antico proverbio popolare. Se è davvero così e non ci sono motivi per non crederci, è bene attrezzarsi, anche in macchina: anche la legge, d'altronde, è sulla stessa lunghezza d'onda avendo fissato per il 2014 la data del 15 aprile come scadenza per l'obbligo di circolare con catene a bordo. La scelta responsabile di montare durante i mesi invernali le cosiddette gomme da neve è infatti una pratica sempre più diffusa: ora, però, con le temperature che tornarno a salire si necessita una cambio di stagione. Ne va, innanzitutto, della sicurezza. Lo dice anche Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma: «È sempre bene circolare con pneumatici idonei al periodo stagionale, invernali in inverno, estivi in estate. Così facendo si circola sicuri e si ottengono vantaggi significativi in termini di consumo di carburante e degli pneumatici stessi. Adesso è arrivato il momento di ripristinare il treno di gomme estive». Questo principio, apparentemente piuttosto banale, si basa non soltanto sul buon senso ma anche su ragioni scientifiche: secondo i più recenti test, infatti, avere il set di gomme idoneo al monento dell'anno è una pratica che non conosce distinzioni basate sul di tipo di vettura, sulla marca, sul modello di pneumatico o sulla misura dello stesso. In condizioni come quelle che da qui a ottobre incontreremo sulle strade italiane, gli spazi di frenata evidenziati dalle prove su strada sono nettamente favorevoli alle gomme estive: oltre quattro metri, che fanno inequivocabilmente la differenza, soprattutto in casi di emergenza.

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Per quello che concerne la durata dello pneumatico è opportuno precisare che a livello normativo non esistono prescrizioni o limitazioni di impiego direttamente riferite e/o collegabili alla data di fabbricazione: tutto, dunque, dipende dalle condizioni di impiego alle quali la gomma viene sottoposta, dai carichi alla velocità, dal mantenimento delle pressioni di gonfiaggio alla tipologia delle strade, dagli urti dovuti a buche o marciapiedi all'esposizione ad agenti atmosferici. L'assenza di una data di scadenza, a maggior ragione, deve spingere i proprietari delle auto a rivolgersi a rivenditori specializzati per controlli periodici: in particolare, prima di lunghi viaggi, l'automobilista è tenuto a verificare l'usura del battistrada (la cui profondità minima ammessa per legge è 1,6 mm) e l'eventuale insorgenza di danneggiamenti visibili a occhio nudo (tagli, screpolature, deformazioni ecc) o dinamici (rumore, vibrazioni).

Tanto per dare delle cifre, in 10 dieci anni di controli specifici, le Forze dell'Ordine hanno svolto in tutte le regioni d'Italia quasi 100mila verifiche. Nel 2013, il 12,1% delle 7mila vetture controllate (circa 850 veicoli) ha mostrato almeno una non-conformità riferita alle gomme. Il dato nazionale, traguardato su 37 milioni di auto, si tradurrebbe in circa 4 milioni e mezzo di vetture con pneumatici irregolari.

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