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Slalom a tavola: le cose da sapere su allergie e intolleranze

In Europa 17 milioni di persone soffrono di un’allergia o un’intolleranza alimentare: ecco le risposte alle principali domande.

Sono 17 milioni gli europei che soffrono di un'allergia alimentare. E se ancora non è stata trovata una cura, sicuramente anche chi è celiaco o intollerante al lattosio oggi può sedersi a tavola senza troppo timore: grazie a un mercato della produzione alimentare in costante sviluppo, crescono infatti i prodotti studiati ad hoc. Ma anche quando non si può mangiare nella sicurezza della propria casa, dove preparare personalmente i piatti più adatti in piena tranquillità, sono diversi i locali che stanno sviluppando una maggiore sensibilità verso questo tema. Ecco quali sono le cose essenziali da sapere.

  • Cos'è l'allergia alimentare?  La maggior parte della popolazione può mangiare qualunque cosa, anche se una persona su tre si lamenta di essere intollerante a uno o più alimenti. In realtà, solo il 2% degli adulti è veramente allergico o intollerante, mentre in tutti gli altri casi la reazione negativa a un cibo deriva da un'intossicazione o da disturbi passeggeri. Il dato è più alto nei bambini, ma molti casi si risolvono con la crescita. L'allergia alimentare è una forma specifica di intolleranza ad alimenti o a componenti alimentari, che attiva il sistema immunitario. Il "colpevole" è un allergene, cioè una proteina presente nell'alimento a rischio che per la maggioranza delle persone è del tutto innocua. Nei soggetti allergici, invece, innesca una catena di reazioni del sistema immunitario tra cui la produzione di anticorpi, determinando il rilascio di sostanze chimiche organiche – come l'istamina – che provocano vari sintomi: prurito, naso che cola, tosse o affanno.
  • Quali sono le allergie alimentari più comuni? Le allergie agli alimenti spesso sono ereditarie e si diagnosticano nei primi anni di vita. E' il caso dell'allergia ai vari tipi di noci, come arachidi, mandorle, nocciole e noci brasiliane: i sintomi possono essere anche molto gravi, per questo si sconsiglia sempre di far mangiare questi tipi di alimenti ai bambini sotto i tre anni. Chi è allergico deve evitare anche il contatto con l'alimento e, se si è in fuori casa, meglio portare con sé l'adrenalina che neutralizza la violenta reazione allergica. Altre allergie diffuse sono quelle ai crostacei (granchi, gamberi di fiume e di mare, aragoste) e ai legumi.
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  • Allergia o intolleranza al latte? Ci sono persone allergiche alle proteine del latte vaccino, altre intolleranti al lattosio, ovvero lo zucchero contenuto nel latte. Vediamo la differenza: allergici alle proteine del latte sono soprattutto i bambini, con una percentuale che varia tra lo 0,5% e il 4% a seconda delle fasce di età. Si manifesta con disturbi come diarrea o vomito, ma può essere superata. Gli allergici devono evitare anche prodotti fermentati, come lo yogurt e i formaggi, dove le proteine del latte mantengono per lo più invariata la loro struttura e quindi la loro allergenicità. Basta eliminare questi alimenti dalla dieta (che va però riequilibrata per non far mancare sostanze come il calcio, il magnesio e le vitamine A, D, B2 e B12). Poi, con l'aiuto di un medico, si possono reintegrare pian piano. Diverso è il caso dell'intolleranza al lattosio: il 70% della popolazione mondiale non produce abbastanza lattasi, ovvero l'enzima che fa digerire il latte. Un problema che riguarda intere popolazioni nel Medio Oriente, India o in Africa, dove infatti da sempre si consuma poco latte e molto yogurt o formaggio. La percentuale scende al 5% in Europa, dove infatti il latte è un alimento consumato con regolarità. Ma per quei 5 intolleranti su 100 berlo significa avere sintomi forti come flatulenza, dolore intestinale e diarrea.
  • Cos'è la celiachia? Né allergia né intolleranza, la celiachia è una malattia autoimmune che fa storia a sé. Esiste una predisposizione e, nel momento in cui si scatena, il sistema immunitario si ammala e non è più possibile consumare glutine. In Italia secondo le stime del ministero della Sanità il numero di casi diagnosticati negli ultimi tre anni è cresciuto dell'8,7%. Esistono cure, o meglio diete, che permettono una regressione dei sintomi e dei danni, ma non si guarisce. E se il celiaco deve rinunciare alla farina per tutta la vita, oggi la sua tavola è sempre più ricca di alimenti tra cui scegliere, così come sono in crescita ristoranti, alberghi e pasticcerie attrezzate. Esiste un registro nazionale dei prodotti senza glutine e un prontuario, così come una vera e propria guida ai locali con alimenti per celiaci, direttamente consultabile sul sito dell'Associazione italiana celiachia (www.celiachia.it).

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