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Il mercato che ha conquistato (quasi) tutti...

La Cina cresce, l'Europa resta ferma

Protagonista di una crescita vertiginosa; al centro di un atteso sviluppo diffuso ormai in molti settori; fulcro di un'economia in fermento in più mercati. Anche nell'automotive, dove - da gennaio - ha fatto registrare più vendite degli USA.

Stiamo parlando della Cina: la Repubblica Popolare Cinese, la nuova potenza economica emergente del ventunesimo secolo. La terra che, con una popolazione di quasi un miliardo e mezzo di abitanti, sta conquistando un progresso unico al Mondo. Uno sviluppo che aumenta giorno dopo giorno e che si sta radicando in tutti i segmenti. Un incremento assodato anche nel settore auto con un +20 % all'anno, che ha portato la Cina a diventare un mercato appetibile per tutti i maggiori costruttori auto mondiali. E non solo per loro...

L'Europa, dal canto suo, ancora immersa nel baratro di una congiuntura economica internazionale che sembra non voler mollare le redini della finanza, sta continuando a soffrire e cerca sbocchi e mercati alternativi. E la Cina, attualmente fiorente di alienazioni e transazioni monetarie ed economiche, si è proposta proprio come una "mucca da mungere", come una "cash cow", per usare un termine caro agli esperti di marketing.

I produttori, oggi, sono protagonisti di un'invasione che, visti i presupposti, non si è fatta attendere. Marchi come Volkswagen, General Motors e Toyota hanno pianificato una distribuzione capillare ed hanno messo in atto un piano di espansione ben congeniato che ha già dato i primi frutti. Ma gli attuali protagonisti non sono solo loro. Per fare qualche esempio, ci sono anche i francesi di PSA (Peugeot e Citroen), i grandi gruppi come Bmw, Chrysler e Porsche e, perché no, le case locali come Chery, Geely o Lifan.

L'appuntamento che farà da termometro per il mercato cinese, sarà sicuramente il Salone di Pechino, in programma dal 27 aprile al 2 maggio: una cinque-giorni in cui le novità delle case costruttrici, fotograferanno gli equilibri e le logiche di un settore che promette di diventare un punto di forza trainante dell'economia locale.

Ma vediamo cosa propone qualche casa costruttrice in Cina.

Volkswagen, ad esempio, ha invaso il mercato cinese con la Phaeton, una berlina "di lusso", che - l'anno scorso - è riuscita ad ottenere ottimi numeri, raggiungendo il ragguardevole traguardo di 11.166 unità vendute.

Bmw ha proposto la storica e notissima Serie 5 ed ha già annunciato che al Salone di Pechino presenterà una versione della Serie 3, la Li, un modello allungato di ben 11 centimetri e riservato al solo mercato cinese.

La nostra Fiat che, proprio in questi giorni, per bocca del suo presidente - Sergio Marchionne - ha confermato il suo interesse per questo mercato: « La Cina - ha detto Marchionne - per noi sta assumendo un'importanza crescente anche come base di esportazione».

General Motors è il secondo marchio in Cina dopo Volkswagen, ed è riuscita a vendere - l'anno scorso - qualcosa come un milione e duecentomila vetture.

Purtroppo, però, non è tutt'oro ciò che luccica e il boom cinese - minato recentemente da qualche lieve contrazione, questo bisogna precisarlo - sta creando anche i suoi problemi. Alcune case automobilistiche, infatti, non vedono la Cina solo con un mercato fiorente, ma anche come un punto d'appoggio per la diffusione in altri paesi. è il caso di Opel, ad esempio, che - pare - si appresti (nel 2015) a chiudere due importanti stabilimenti europei a favore di una maggiore importazione dal Messico, dalla Corea e, appunto, dalla Cina.

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(In collaborazione con Newstreet)

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