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Matera, dove la Pasqua è più vera

È qui che Mel Gibson ha girato il film "La passione di Cristo" ed è qui che ogni anno, durante la Settimana santa, si celebra la via crucis vivente.

I Sassi di Matera, con i blocchi di pietra, le zone rocciose e la lunga scalinata del Sasso Caveoso ricordano Gerusalemme e da sempre hanno affascinato i visitatori. Prima di Gibson già Pasolini, nel 1964, aveva scelto questi luoghi come sfondo per il suo "Vangelo secondo Matteo" e nel 1985 Bruce Beresford aveva girato tra i Sassi il film "King David", con Richard Gere.

Il fascino di Matera è rimasto immutato nel tempo e i Sassi non sono l’unico gioiello della zona, riconosciuta patrimonio Unesco e nella quale è consigliato un bel viaggio. Considerata una delle città più antiche del mondo, rappresenta il ricongiungimento di epoche diverse. La zona più antica, nota come Gravina di Matera, è costituita da grotte, cavità naturali, piccole costruzioni di roccia calcarea addossate l’una all’altra. Ci sono poi la parte medievale-rinascimentale e il centro, che conserva splendidi tesori del barocco, come la Cattedrale con il presepe in pietra di Altobello Persio, le chiese di San Francesco d’Assisi, del Purgatorio e di Santa Chiara. Infine, la città nuova con le sue costruzioni eleganti. Dal Belvedere si ha un’idea complessiva della città e lo scenario lascia senza fiato: la parte antica in basso, concentrata nei due rioni dei Sassi, il Barisano e il Caveoso e, sopra, la città medievale sovrastata dalla cattedrale.

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Una passeggiata attraverso i vicoli porta alle numerose chiese ipogee, dove si rifugiarono i monaci bizantini che scavarono nella roccia tantissimi piccoli templi, alcuni con pareti affrescate: se ne contano ben 120, alcune mimetizzate nelle rupi, altre ben in vista. La parte più suggestiva e antica è quella del Sasso Caveoso, dove è possibile visitare una tipica casa-grotta arredata, con mobili e attrezzi dell’antica tradizione contadina come raccontato da Carlo Levi nel classico "Cristo si è fermato a Eboli". Qui si trova anche una delle chiese rupestri meglio conservate, San Pietro in Monterrone, esempio della cosiddetta "architettura al negativo", ovvero una struttura scavata e non costruita. La chiesa ha cambiato destinazione d’uso nel tempo: dopo l’abbandono da parte dei monaci è stata utilizzata come legnaia, cantina e cava di tufo.

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