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Lione tutta da gustare

Lione può essere scoperta con calma in un week-end, per goderne ongni aspetto.

Capitale gourmande: è questo il titolo che può vantare la città di Lione. Numerosi i ristoranti stellati che punteggiano l'intero tessuto cittadino e che si affiancano ai bouchon, locali tipici dai soffitti bassi, tovaglie a quadri, vino, e l'aria da osteria un po' retro. Il nome deriverebbe dalle antiche insegne poste sopra la soglia delle locande: un fascio (bouchon, appunto) di paglia e fieno che avvertiva il passante che lì avrebbe trovato di che rifocillarsi, non solo per lui ma anche per il suo cavallo, ovvero paglia per "bouchonner". Un tempo il bouchon apriva molto presto al mattino e allo scoccare delle 8, i canuts - gli operai della seta alla Croix Rousse, che si erano alzati alle 4 del mattino - venivano a fare uno spuntino. Dopo il pranzo, il locale chiudeva fino al giorno dopo.

Nel cuore della città antica

Oggi le abitudini sono cambiate e anche la formula originaria è stata rivista, ma ciò nonostante si possono gustare i piatti tradizionali, uno su tutti le famose quenelles, simili a salsicce ma di pasta e bagnate in una salsa cremosa. Oppure scegliere uno dei tanti golosi dolci, dal "cuscino di Lione" alle svariate tarte au chocolat. E come un buon piatto da gustare, Lione (che, contando l'area metropolitana, rappresenta la seconda città di Francia, con 1,2 milioni di abitanti) può essere scoperta con calma in un weekend, per goderne ogni aspetto. Soprattutto verso ovest, nel cuore della città antica, "Vieux Lyon", un quartiere medievale e rinascimentale, sulle rive del Saone, con l'eleganza delle sue ville, le stradine acciottolate e i vicoli coperti.

Tra musei, parchi e shopping

Sempre nel vecchio quartiere si possono scoprire i traboules, stretti viottoli di passaggio da un palazzo all'altro che conducono nei cortili dalle scale a chiocciola di pietra, evitando le strade principali, da attraversare in silenzio per entrare quasi nell'anima della popolazione. Da vedere la gotica cattedrale di St-Jean, curiosa per l'orologio astronomico con gli automi (rappresentano l'Annunciazione) che entra in funzione a mezzogiorno e batte le ore solamente dalle 14 alle 16. E vale la pena andare a piedi e lasciarsi trasportare dalla "marea umana" che si sposta dal centro ai due fiumi (il Rodano e il suo affluente, la Saona) percorsi da numerosi battelli, e attraversare i ponti antichi fino all'affollata ed elegante Presqu'île, cuore pulsante della città, con i negozi più alla moda, la Place des Terreaux, l'Opéra sormontata da un'immensa vetrata semi-cilindrica, opera dell'architetto Jean Nouvel. Oppure si arriva fino alla chiesa Notre Dame de Fourvière, posta su una collina, dalle quale si domina tutto il territorio. All'interno uno sfarzo d'oro, tessere policrome, vetrate, mosaici, una miscela di stili, arte romanica, bizantina, moresca.

Poi ci si può "arrampicare" sulle montées della Croix-Rousse, lo storico quartiere residenziale, dove, un tempo, era concentrato il maggior numero degli atelier di produzione della seta, la cui leggerezza era famosa persino in Cina.

Altra tappa imperdibile è una passeggiata nel Parco della Tête d'Or, soprannominato il "central park lionese", perché è uno dei più grandi parchi europei in centro città, con oltre 1.800 specie inventariate di piante alpine. E, infine, una visita al museo del cinema, l'Institut Lumière, dove si apprende la storia di una delle più grandi invenzioni del secolo scorso, ad opera dei fratelli Lumière. Lionesi anche loro, naturalmente.

In collaborazione con TuristiPerCaso

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