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Automotive design

Viene citato per la prima volta negli anni Quaranta, nel testo di un documento statunitense: è l'automotive design, affascinante branca del disegno industriale che origina il proprio embrione in Inghilterra alla fine dell'Ottocento.

Siamo in piena rivoluzione industriale: in decisa controtendenza, e in difesa della creatività come valore, si schiera l'Arts and Crafts Movement, che, in perfetto spirito medievale, vuole valorizzare i mestieri, intesi in senso 'artigianale'. Alla fredda e seriale produzione industriale, priva di senso estetico ed armonico, si contrappone il manufatto artigianale, portatore di una intrinseca bellezza che diventa valore aggiunto e miglioramento della qualità della vita per il suo fruitore. Secondo un'altra scuola di pensiero, invece, i prodromi dell'automotive design vanno rintracciati in Germania nei primi del Novecento, e precisamente nel vasto e variegato percorso professionale dell'architetto Peter Beherens: è con lui, ideatore di prodotti innovativi ma anche di efficaci campagne di comunicazione, che si delineano chiaramente i tratti di una nuova professionalità, quella del designer.

Complice l'esponenziale crescita del mercato, nel XXI secolo l'industria del design conosce un significativo e progressivo incremento, diversificando i propri ambiti di azione: produzione, ambiente e comunicazione i tre macrosettori nei quali si vanno ad articolare le numerose tipologie di fashion design, web design, communication design, urbanistica, automotive design. Quest'ultimo, in particolare, affrancatosi dall'originario habitat delle officine, ha trovato attualmente collocazione all'interno di centri altamente specializzati: è qui che il designer opera, seguendo il processo creativo nelle varie fasi che lo compongono, e avvalendosi di software predisposti per modellazioni in 3d e visualizzazioni di prototipi.

Diamo uno sguardo alla distribuzione geografica delle aziende del settore nei vari Paesi del mondo: se da una parte guadagnano terreno i colossi asiatici e si fa largo anche l'Africa - la 'AADA, African Automotive Design Association', è stata recentemente fondata per promuovere lo sviluppo di un design che incarni lo spirito del Continente Nero - dall'altra il primato dell'eccellenza, dal punto di vista dello stile, certamente è ancora appannaggio dell'Europa. Germania, Inghilterra, Francia e Italia vantano una storia nel campo dell'automotive design; in particolare, la nostra nazione annovera nomi di aziende leggendarie e di designer geniali. Pensiamo alla 'Bertone', azienda torinese che ha firmato modelli mito come la indelebile Giulietta del 1956; la piccola carrozzeria delle origini ha presto ceduto il passo ad una primadonna del settore, che ha partorito un vero artista del design: Giorgetto Giugiaro, premiato come 'Compasso d'oro' per la Panda e come 'Car designer del secolo' nel 1999 a Las Vegas. Laureato honoris causa in design presso il 'Royal College of Art' di Londra e docente nell'ateneo torinese, Giugiaro non ha soltanto ideato vetture, ma ha lavorato anche a progetti sperimentali ed espresso la propria creatività in una molteplicità di soluzioni diversificate: accessori, occhiali, orologi, fotocamere, e poi elicotteri, motoscafi, arredo urbano...

Istituzionale, nell'ambito dell'automotive design made in Italy, è il marchio 'Pininfarina', azienda fondata dall'illuminato Battista 'Pinin' Farina: annoverato nel 2002 nella 'European Automotive Hall of Fame', ha precorso i tempi interesandosi di aerodinamica ed ha sostenuto con grande lungimiranza l'importanza della tecnologia nel design degli autoveicoli. Oltre ai numerosi prototipi destinati alla commercializzazione seriale e ai modelli di concept car da salone, Pininfarina si fregia di aver creato la 'Cisitalia 202', la prima automobile ad essere stata ospitata in un museo, precisamente nel MOMA di New York.

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