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Gli autodromi: la storia dei circuiti che hanno fatto la storia

Autodromo Internazionale del Mugello ha fatto la storia

Diverse vip lounge con angolo relax e vista su pit lane, sala media center con oltre 55 monitor, terrazza panoramica che funge da smagliante location per eventi eterogenei ed una ricca multimedia gallery: ecco alcune delle frecce presenti nell'arco dell'Autodromo Internazionale del Mugello, che srotola i suoi 5.000 metri di pista sulle colline toscane anticamente culla dei Medici e sede di impianti sportivi per golf e canottaggio. Nella preistoria di questa struttura, le competizioni ospitate sul circuito stradale poco distante negli anni compresi tra il periodo fascista e il 1970. Nel 1972, invece, la costruzione di questo impianto che mantiene tuttora la originaria configurazione del tracciato e che si caratterizza per la presenza di dislivelli molto specifici, perfetti per test e collaudi.

Nel 1922, invece, viene realizzato un altro dei leggendari autodromi italiani: quello di Monza, location ufficiale per il Gran Premio d'Italia. Realizzato in soli 110 giorni allo scopo di ospitare competizioni e sperimentazioni, l'autodromo ha visto competere sul suo circuito le purosangue di casa Fiat, Alfa Romeo, Mercedes, Honda, McLaren Ford e Benetton. Collocata all'interno del magnifico Parco di Monza, inoltre, questa struttura si apre anche ad happening open air, tra live musicali ed eventi a base di sport.

I progettisti Antonio Beri ed Aldo Di Renzo, allo scopo di garantire una marcia uniforme, realizzano un anello ad alta velocità di impianto e struttura moderni: le curve del tracciato, semicircolari, hanno un raggio di 320 metri, per una lunghezza totale di 4250 metri; particolare attenzione viene riservata, inoltre, alla loro inclinazione: stabilita all'80%, consente ai piloti di mantenersi sui 300 km/h in tutto il circuito. Ultima notizia: il record di velocità del tracciato - di 369 km/h - è stato raggiunto da Montoya nel 2005.

Impossibile non citare, poi, tra i nomi maggiormente evocativi di questo ambito, l'Autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola, il cui primo collaudo risale al 1952 ed è stato realizzato da auto Ferrari Ferrari, Maserati, Gilera, Guzzi. Tra le tappe principali della biografia di questo autodromo ricordiamo, nel 1963, il debutto della Formula Uno, con lo svolgimento di una prima gara non ufficiale, e, nel 1967, l'avvento del Motomondiale, mentre più recentemente, e precisamente nel 2001, il debutto del Campionato Mondiale di Superbike. Anche il 2006 e 2007 risultano essere anni importanti, ma per quanto concerne la struttura, che viene riqualificata secondo un progetto a cura dell'architetto tedesco Hermann Tilke. Vera eccellenza nel settore ed ideatore degli interventi effettuati, tra gli altri, sui circuiti di Malesia, Cina, Giappone e Singapore, Tilke realizza soluzioni assolutamente innovative. Attualmente considerato all'avanguardia dal punto di vista morfologico, l'Autodromo di Imola si configura come una location polifunzionale, in grado di ospitare manifestazioni sportive, musicali, culturali e numerosi appuntamenti eterogenei, tra cui test auto.

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