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Alimentazione bio, fenomeno in ascesa...

L'agricoltura biologica cavalca in questi anni un trend positivo a livello internazionale

Una foglia con dodici stelle bianche su fondo verde, e con al centro una cometa, è il nuovo marchio che, dal 1° luglio 2010 ed in conformità col regolamento 271/2010, indica, nell'Unione europea, le produzioni biologiche comunitarie, su cui è apposta anche la denominazione dell'organismo di certificazione che ha effettuato la valutazione.

Finalizzata ad impattare il meno possibile sull'ambiente - tramite la rotazione delle colture, l'assoluto divieto di utilizzare OGM, l'uso di risorse locali - l'agricoltura biologica cavalca in questi anni un trend positivo a livello internazionale: il '2010 Organic Industry Survey' pubblicato dall'Organic trade Association (OTA), ad esempio, parla di una crescita del 9% del food biologico - in particolare, molto significativa è risultata la crescita del comparto ortofrutticolo. Tra i canali d'acquisto prediletti dagli statunitensi in primis troviamo quelli tradizionali come supermercati e grandi punti vendita, e poi negozi specializzati; a godere di un sempre maggiore favore di pubblico, infine, le new entry farmer's market.

Analogamente nell'Unione europea - anche grazie agli investimenti in sistemi di produzione ecologici volti a tutelare sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale - il comparto bio è quello che, nel settore alimentare, registra attualmente la maggiore crescita, con una media compresa tra il 10 e il 20% - determinante, in questo senso, la crescita della domanda di mercato, originata dal desiderio di maggior sicurezza dei consumatori.

Nell'ambito dello scenario europeo ed internazionale l'Italia risulta essere un'assoluta protagonista, detenendo il primato mondiale nell'esportazione di prodotti - soprattutto ortaggi, cereali, agrumi, uva ed olive. Circa 45.000 sono le aziende bio sparse sul territorio nazionale e 2.000 gli agricoltori che vendono sui banchi del mercato; numerosi sono anche i punti vendita 100% biologici - concentrati soprattutto nel Centro-Nord - ed in crescita del 10-15% rispetto all'anno passato. Tutte le maggiori catene GDO, inoltre, propongono linee bio a marchio proprio, commercializzando soprattutto prodotti ortofrutticoli (in particolare kiwi, fragole, moltissime mele, e poi arance, pere, pesche, uva, e ancora pomodori, carciofi, spinaci e carote), uova, bevande, yogurt e latte.

A scegliere in questo momento la qualità bio, anche in caso di pricing non conveniente, sono circa 73 persone su 100, soprattutto donne: risultati particolarmente rosei, dunque, ed a prova di crisi, certamente grazie alla forte motivazione del consumatore, che sempre più si orienta verso il binomio di qualità e valori di sostenibilità ed ecologismo.

Numeri significativi anche per quanto riguarda gli eventi legati al biologico: ad esempio, quelli registrati dal congresso BioFach e Vivaness 2010, che ha visto confluire a Norimberga oltre 40.000 visitatori professionali provenienti da 121 nazioni differenti. Tra i Paesi maggiormente rappresentati, Germania, Austria, Francia, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Svizzera; grandi protagonisti fra i prodotti, invece, olio e vino bio - in particolare, quest'ultimo è stato valutato da accreditati esperti, che hanno assegnato in totale 220 medaglie.

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