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Vini biologici e biodinamici: realtà e novità

Le aziende verranno valutate positivamente quanto più innovative, aperte al mercato estero ed aderenti ad un sistema di qualità certificato come può essere quello biologico.

Dal 19 al 23 giugno si svolgerà, a Bordeaux, l'edizione 2011 di "Vinexpo", uno dei più famosi happening mondiali dedicati all'elisir di Bacco, che vedrà la partecipazione di aziende vinicole provenienti da tutta Europa. Le aziende verranno valutate positivamente quanto più innovative, aperte al mercato estero ed aderenti ad un sistema di qualità certificato come può essere quello biologico. "Vinexpo", dunque, si inserisce nel filone di eventi ed azioni pro bio, valorizzando i soggetti che producono ed offrono vini a tutta natura, argomento di questioni controverse. Secondo alcune scuole di pensiero, infatti, non si può parlare di vini biologici, ma soltanto di vini prodotti con uve biologiche, disciplinate dal regolamento europeo 2092/91. La certificazione, infatti, riguarderebbe la viticoltura e non l'enologia, variabile in base alle modalità adottate nelle singole cantine, spesso talmente omologanti ed impattanti da risultare, di fatto, industriali. I vini biologici, inoltre, vengono spesso commercializzati nel nostro Paese privi di etichettatura ad hoc, in quanto la risposta del consumatore italiano a questi prodotti non è, a tutt'oggi, particolarmente positiva; discorso differente per i vini classificati biodinamici, più fluidamente accolti dal mercato probabilmente grazie ad efficaci azioni di marketing. La situazione italiana, dunque, presenta delle specificità relative non soltanto alla commercializzazione di questi prodotti, ma anche alla normativa: non esiste, infatti, un disciplinare unico - disponibile, ad esempio, in Francia - per il nostro territorio nazionale.

È molto importante, inoltre, che la pratica della vendemmia:

  • sia svolta esclusivamente quando l'uva è giunta a maturazione ed a temperature contenute
  • che nella pigiatura venga utilizzata la massima delicatezza, e poi che la fermentazione risulti uniforme
  • che la cantina - possibilmente condizionata ad una temperatura costante di 15° e ben ventilata - venga igienizzata con la massima cura e che vengano adottati strumenti integri e contenitori in legno o acciaio inox
  • fondamentali un uso contenuto dell'anidride solforosa con valenza antisettica e trattamenti che tengano conto delle specificità di ogni tipo di uva.

Attualmente, in considerazione della succitata necessità di norme che regolamentino la produzione, il nostro Ministero delle Politiche Agricole e Forestali è impegnato nell'elaborazione di un disciplinare unico nazionale e nell'ideazione di un marketing in grado di valorizzare un prodotto di primo livello come il vino made in Italy. Le associazioni di produttori hanno, inoltre, recentemente segnalato al MIPAAF l'urgenza della definizione di norme europee, da stilarsi in collaborazione con gli altri Stati dell'Unione, finalizzate a garantire elevati standard qualitativi.

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