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La storia di Toronto, trionfo di multiculturalismo

Oltre 70 diverse nazionalità che comunicano avvalendosi di circa 100 idiomi si dividono nei quartieri cittadini, avvolti da un'atmosfera frizzante sia di giorno che nel by night

Nel Canada sudorientale - à coté dell'Ontario, uno dei leggendari Grandi Laghi nordamericani, e vicinissima alla spettacolarità delle cascate del Niagara - ci attende Toronto, avvolta dalle rigide temperature che caratterizzano tutte le città canadesi, che consigliamo di visitare ben coperti e protetti con un'assicurazione con assistenza sanitaria per il Canada. Snodo nevralgico in ambito commerciale, traino nel settore industriale e stella di prima grandezza del settore turistico, Toronto è la originalissima risultante di ben 240 differenti quartieri che sembrano essere stati assemblati dal pennello di un pittore espressionista... - non a caso, quindi, l'UNESCO le ha assegnato la palma di città in assoluto più ricca di contrasti... A caratterizzare l'anima della metropoli canadese una notevole vivacità culturale ed una abbondante varietà di opere artistiche - consideriamo, ad esempio, la nutrita serie di capolavori ospitati nelle sale espositive della Art Gallery of Ontario. Muoversi a piedi è il modo migliore per apprezzare la città e per ammirare, osservandole una per una, le sue numerose bellezze architettoniche: in primis la CN Tower, indiscusso simbolo cittadino collocato nella zona metropolitana meridionale. Un raffinato restaurant, un bar, due terrazze che garantiscono una vista stupenda, ad oltre 160 metri di distanza, e una incessante attività di trasmissione di segnali radio e tv: voilà la CN Tower, che, tra l'altro, rappresenta il più alto esemplare mondiale di costruzione in grado di "autosostenersi". Oltre, poi, ai moderni edifici in acciaio e cemento, che popolano il centro, determinandone lo stile, Toronto vanta anche la presenza dello "SkyDome", famosissimo stadio con il tetto a cupola meglio conosciuto come "The Dome", tempio per gli adepti del baseball e del football e versatile location per concerti e performance musicali live.

I numerosi quartieri e gli edifici della città canadese ricevono vita dalla presenza di oltre cinque milioni di abitanti appartenenti a ceppi etnici differenti, che convivono pacificamente, e che, nel tempo, sono andati amalgamandosi, raggiungendo un sorprendente livello di integrazione e rendendo la città una melodia ricca di note diverse, raffinandole la sensibilità di fiutare e cavalcare trend e mode metropolitane...

Oltre 70 diverse nazionalità che comunicano avvalendosi di circa 100 idiomi - inglese e francese in primis, e poi cinese, italiano, spagnolo, portoghese... - si dividono nei quartieri cittadini, avvolti da un'atmosfera frizzante sia di giorno che nel by night, e da un fascino che mixa tratti europei, indiani, musulmani, cinesi, sudamericani...

Questa straordinaria creolizzazione è il frutto della storia cittadina - una storia che si è originata con la civiltà degli Irochesi, i primi ad abitare, prima del 1500, i territori dove ora sorge Toronto: a testimoniarlo, la denominazione (appunto di matrice tribale), che, in base a due diverse scuole di pensiero, potrebbe significare "luogo di incontro" o "terra dagli alberi nell'acqua".

Pescatori e cacciatori, ma anche guerrieri coraggiosi e di riconosciuto valore, gli Irochesi occupavano, oltre a quella dei Grandi Laghi, ampie regioni nordamericane - gli stati di New York, Pennsylvania, Ontario meridionale e Quebec - per poi essere soppiantati dalla tribù indiana degli Huroni, la cui denominazione, di origine francese, significa ‘selvaggi'. Organizzati in villaggi ed impegnati principalmente nell'attività agricola, soprattutto nella produzione di mais, fagioli, girasoli, tabacco e zucche, appartengono alla preistoria della variopinta Toronto.

Nel Settecento, invece, fanno la loro comparsa nelle terre americane i colonizzatori europei: gli Inglesi, che avviano con gli indigeni americani un commercio di pellicce, e i Francesi, attirati, appunto, da questi traffici. L'ammiraglio Pierre Jacques de Taffanel, marchese de la Jonquière, è uno degli attori principali della vicenda canadese: viene infatti nominato governatore dell'intero Stato, registra particolari successi nell'ambito del combattimento di Tolone - vinto dalle truppe franco-spagnole, che, in data 11 febbraio 1744, hanno la meglio sui britannici capitanati dall'ammiraglio Lestock - ed ordina, nel 1750, la costruzione dell'emporio di Fort Rouillé. Di ridotte dimensioni, il forte è protetto da una palizzata che lo circonda con quattro bastioni, uno per angolo, e contiene una serie di costruzioni: alloggio militare per gli ufficiali, bottega del fabbro, magazzino, caserma e "corps garde". Nel 1759 truppe francesi ed inglesi sono in conflitto: di fronte all'avanzata britannica, e in seguito alla conquista, da parte degli Inglesi, di Fort Niagara, i Francesi abbandonano Fort Rouillé e lo danno alle fiamme. Oltre le fiamme che divampano, però, il forte riesce, anche se parzialmente, a sopravvivere, e Toronto decide di mantenerne la memoria erigendo sul suo sito un obelisco commemorativo.

Torniamo alla biografia della città: fase saliente è anche quella che vede, durante la guerra di indipendenza americana, l'impero britannico accrescere, a partire dalla regione del lago Ontario, il suo potere e i suoi domini nel Nuovo Continente, acquistando vasti territori nella zona di Toronto. La città, poi, nel 1793, assurge al ruolo di capitale dell'Alto Canada, sostituendo in questo ruolo la preesistente Newark: questa scelta, promossa e realizzata dal governatore Simcoe, che istituisce l'entità amministrativa di York, ha valenza strategica: la nuova capitale, infatti, beneficia di una posizione riparata dagli attacchi. Nonostante questo, però, gli americani la distruggono, incendiando gli edifici del parlamento.

Nell'avvicendamento di dominazioni e guerre, la città arriva ad un suo "anno zero", il 1834, quando annovera una popolazione di 9.000 abitanti e molti dei suoi edifici sono da ricostruire: è da qui che Toronto rinasce, rappresentando una delle mete di elezione per immigrati provenienti da ogni parte del mondo.

Pensiamo, ad esempio, alla "Great Famine", la devastante carestia irlandese che genera flussi migratori talmente consistenti da incrementare notevolmente la comunità irlandese di Toronto. La carestia, causata dalla peronospora, un fungo delle patate, si reitera per tre raccolti, impattando negativamente ed a lungo - dal 1846 al 1849 - sull'andamento economico irlandese, anche in considerazione dell'incremento demografico che si verifica nel medesimo periodo. Gli Irlandesi, dunque, si riversano in massa nella città canadese, arrivando a rappresentare il più popoloso gruppo etnico della città. Una città che risponde alle nuove esigenze di una popolazione in aumento, migliorando le proprie infrastrutture: vengono realizzati, infatti, un sistema fognario molto ampio, un innovativo sistema di illuminazione a gas in grado di servire la intera rete stradale e nuove ed importanti linee ferroviarie; in particolare, queste ultime danno un forte impulso sia alle ondate migratorie che allo sviluppo dei traffici commerciali, facendo di Toronto una via d'accesso privilegiata per il Nord America.

Si apre, poi, il XX secolo, e lo fa con un incipit difficile: nel 1904, infatti, la città canadese viene in gran parte distrutta da un tremendo incendio, che provoca danni per oltre dieci milioni di dollari e rende necessarie ingenti opere di ricostruzione. Anche questa volta, però, Toronto reagisce brillantemente, rimettendosi - letteralmente parlando... - in piedi, e con tempi molto brevi.

In questo momento si verifica una nuova impennata dei flussi di immigrazione: arrivano, infatti, tedeschi, ebrei, italiani, e poi russi, polacchi, cinesi. La popolazione cittadina, dunque, continua a crescere, sia numericamente che rispetto alla sua varietà, e continuerà a farlo anche subito dopo la seconda guerra mondiale, in seguito alla scoperta di miniere di oro, uranio ed argento localizzate nell'Ontario settentrionale. Qualche riferimento numerico potrà darci il polso della situazione: nel 1951, ad esempio, la popolazione della città ammonta ad oltre un milione di abitanti; negli anni Ottanta, poi, Toronto arriva a superare Montréal sia come numero di abitanti che come valore dal punto di vista commerciale.

Tra momenti fortemente critici e fiumi di persone in cerca di fortuna, la città canadese si difende bene, arrivando alla sua complessa ed affascinante realtà attuale - una realtà straordinariamente eterogenea, ricca di culture.

Little Italy, che, con i suoi 500.000 abitanti, rappresenta la seconda comunità per numero di componenti; Greektown e Little India, con i loro numerosissimi ristoranti; Chinatown, disseminato di negozi che vendono porcellane di ogni tipo; Kensington Market, popolato da portoghesi, indiani occidentali ed ebrei, che amano curiosare tra mille bancarelle; Little Portugal, sempre affollatissima... - sono solo alcuni dei numerosi quartieri della multietnica Toronto, incredibile unicum nel panorama mondiale...

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