Ricalcolo preventivo
Chiama gratis per info e acquisto: 800.408.804 Lun-Ven 08:30 - 20:00, Sab 08:30 - 14:00
Cerca

Osaka, perla d'Oriente

"Grande pendio": questo il significato della denominazione Osaka

Questo nome venne usato per la prima volta nel 1496 per designare la città sul fiume Yodo, importantissimo porto fluviale giapponese non solo alla fine del 1800, grazie all'apertura dei traffici con altri Paesi stranieri, ma anche attualmente, totalizzando qualcosa come 90.000.000 di tonnellate di merci commercializzate. L'economia di Osaka si fonda, inoltre, sui settori industriali - dal chimico al tessile fino al cantieristico - e poi sulla pesca, sull'allevamento suino e bovino e sulla produzione di riso e the.

Antica Naniwa, questa città posta nella regione del Kansai e nell'isola di Honshu si affaccia sulla baia omonima ed è abbracciata da una decina di località appartenenti alla sua prefettura (eccezion fatta per Amagasaky). Seconda soltanto a Tokyo per densità di popolazione, Osaka è caratterizzata dalla tipica bellezza giapponese dei nostri giorni, contraddistinta da svettanti grattacieli: fortemente danneggiata durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, infatti, è stata ricostruita in stile moderno, conservando però con estrema cura gli antichi edifici del passato. All'interno del suo perimetro anche numerose biblioteche, musei, università ed istituti di ordine superiore.

Icona di modernità, Osaka offre il meglio di sé in un by night magico, sempre sfavillante di luci, ed accoglie con una vasta gamma di strutture ricettive e di alloggi contraddistinti da ordine e pulizia rigorosi. A farla da padrone anche i ristoranti: non potrebbe essere altrimenti in quella che è chiamata "Tenka no daidokor" (ovvero: 'la cucina del Paese'). Osaka, infatti, è rinomata per una serie di prelibatezze dedicate al palato, dalle palline di polpo dette "takoyaki" alle frittelle con verdure e frutti di mare, oppure carne, dette "okinomiyaki". Particolarmente apprezzati anche quel mix di carne, pesce e verdure cotti al vapore che va sotto il nome di "shabu-shabu", e il pesce "fugu", che perde la sua originaria tossicità se cotto a dovere.

Altro ambito di eccellenza per la città è quello dello shopping: da non perdere, armati di carta di credito, Boulevard Midosuji, che si configura come la strada in assoluto più elegante e non si fa mancare la boutique di Luis Vuitton, ma anche la zona Umeda, ricca di negozi haute couture e centri commerciali. Apprezzabili anche le vetrine di Minami e di Den Den Town, paradiso dell'elettronica.

Simbolo ufficiale di questa città dalle molte virtù il cosiddetto "Miotsukushi", citato nelle antiche chanson e simile ad un emblema militare riprodotto nei disegni dell'epoca di Tempou: nella fattispecie, si tratta di una struttura ad X su un palo che raffigura un oggetto anticamente utilizzato nei canali e nelle acque poco profonde, scelto nel 1894 e riconosciuto dagli abitanti in virtù della grande importanza dei rapporti fluviali e marittimi nell'economia locale. Emblema floreale di Osaka, invece, sono le viole del pensiero e i fiori di ciliegio, che raggiungono l'apice della bellezza nei mesi di aprile e maggio, durante la "hanami" (e cioè: 'fioritura'), regalando alla città una grazia ineguagliabile.

È possibile raggiungere Osaka in treno, con lo Shinkansen, oppure con un volo interno una volta arrivati in Giappone; acquistando un pass giornaliero, disponibile sia per una durata di 24 che di 48 ore, è possibile usufruire delle otto linee di metropolitana e dei mezzi di superficie, efficientissimi nel trasportarci da un capo all'altro della città e consentirci di visitare tutti i suoi 24 quartieri, primo fra tutti Dotonbori. Vivo e suggestivo, questo angolo di Osaka risulta essere molto bello di notte, acceso di luci e colori, pieno di profumi diversi. In particolare, la zona presso il canale omonimo è diventata uno dei principali luoghi di rendez-vous, disseminata di ristoranti, cinema, sale gioco, teatri e negozi.

Dal punto di vista artistico Osaka propone il Sumiyoshi Taisha, antichissimo tempio scintoista, costruito nel III secolo durante il regno di Chuai Tenno ad opera di Tamomi no Sukune. Meta imperdibile per oltre tre milioni di fedeli ogni anno, che non mancano in occasione dello Hatsumode (la prima visita dell'anno ai templi), questo edificio sacro supera per importanza tutti i 2.000 templi Sumiyoshi-sha sparsi su territorio giapponese. Stupendo esemplare architettonico della tradizione sumiyoshi-zukuri, il Sumiyoshi Taisha si fa notare per la presenza, al suo interno, di 600 lanterne in pietra e per il caratteristico ponte semicircolare. Il tempio, infine, è comodamente raggiungibile con la linea Nankai fino alla fermata omonima, Sumioyshi Taisha.

Tra le architetture maggiormente rappresentative di Osaka citiamo, poi, il castello di Osaka-jo, edificato in epoca settecentesca da Toyotomi Hideyoshi, che giunge fino a noi dopo essere stato più volte distrutto e ricostruito. Una superficie ampia circa un chilometro, una vista incredibile e una struttura centrale alta otto piani, dei quali soltanto cinque visibili: immaginiamo questo splendido chateau che ha rivestito un ruolo di primaria importanza durante il XVI secolo per l'unificazione del Paese, e tuttora carico di una forte valenza evocativa. Eretto su un'antichissima pietra di fondamento originariamente utilizzata per proteggere da attacchi armati, il castello di Osaka-jo rappresenta la potenza della città e ne custodisce il passato: nella torre principale sono illustrati moltissimi episodi storici tra i quali spicca, riprodotta su paravento, la raffigurazione della "Guerra d'estate di Osaka". Bellissimo nel tripudio floreale della "hanami", il castello di Osaka-jo domina uno sconfinato parco di sei ettari dove gli abitanti amano passeggiare. Da notare, infine, la torretta "yagura" e i muri in blocchi di pietra risalenti al periodo Togukawa.

Cambiando completamente genere, ma parlando sempre di meraviglie per gli occhi, citiamo l'Acquario Kaiyukan, uno dei più grandi del suo genere su scala mondiale, che riproduce gli habitat naturali di ben dieci aree dell'oceano Pacifico. Al suo interno un percorso virtuale che inizia nei fondali oceanici per terminare sulla superficie terrestre, ed una ricchissima serie di specie differenti a popolare le sue 14 vasche: rettili, uccelli, anfibi, piante, mammiferi, pesci. Una sottolineatura particolare per la vasca denominata "Oceano Pacifico", all'interno della quale nuotano squali balena immancabilmente colti dall'obiettivo fotografico dei visitatori. Posto presso Tempozan l'Acquario Kaiyukan è una delle molte attrazioni presenti in questa zona, che si configura come una particolarissima isola tra i porti mercantili: c'è la ruota panoramica alta ben 112 metri e da cui si possono ammirare ampie vedute sulla baia di Osaka e su Kobe; c'è il Tempozan Marketplace; c'è una galleria di ristoranti e negozi...

A nord-ovest della Osaka Station, invece, voilà un'altra architettura di rilievo chiamata "Umeda sky building": 173 metri d'altezza su 40 piani totali, due torri praticamente identiche unite da un osservatorio astronomico, il tutto abbracciato da un'area green esteticamente molto curata, con fontane dotate di cilindri in acciaio a delimitare il dislivello tra lo spazio superiore e lo spazio inferiore. Notevole la piattaforma pubblica di osservazione in stile futuristico, con struttura in calcestruzzo provvista di due piani rinforzati e sollevata da terra con funi metalliche, che si configura come una sorta di giardino aereo. Questo è raggiungibile tramite un elevatore di vetro e scale mobili esterne contenute in tubi di vetro sospesi sotto un'apertura rotonda - percorrerle è davvero emozionante! A proposito di emozioni, chiudiamo parlando di un evento che ne regala davvero molte: il "Tenjin Matsuri", ovvero "festival di fuoco e acqua", contraddistinto dalle note folkloristiche e vivaci degli appuntamenti giapponesi. Ogni 24 e 25 luglio da oltre mille anni si rinnova questo evento ospitato nel santuario di Temmangu, che originariamente consisteva in una cerimonia di purificazione. Il luogo designato per lo svolgimento del rito coincideva con il punto in cui cadeva una lancia sacra: solo e soltanto qui si dava il via alla celebrazione comprensiva della deificazione di Sugawara Michizane, uno studioso e poeta cortigiano morto in esilio di cui era necessario placare le ire, causa di numerosi eventi negativi. Il tutto si svolgeva con sottofondo della musica tradizionale nazionale Kagura, tra persone vestite in costume da corte imperiale. Presso il ponte Tenmabashi 100 imbarcazioni attendevano di poter avanzare sul fiume Okawa, illuminate da lampade e nell'esplosione multicolore di fuochi d'artificio.

› Leggi gli altri articoli
› Iscriviti alla Newsletter